venerdì 14 ottobre 2016

LIFE: un libro a settimana L'ELEGANZA DEL RICCIO

Bentrovati con la rubrica sui libri! Questa settimana vorrei parlarvi di un libro a cui sono molto affezionata: "L'eleganza del riccio"di Muriel Barbery. L'ho letto appena uscito e sono contenta che poi via via si sia diffuso molto e abbiano fatto anche un film. Un film che è stato recentemente trasmesso su Rai Movie e che rappresenta uno di quei rari casi in cui il film è bello quanto il libro (di solito non capita mai!).
E' di una delicatezza estrema, e la storia è bellissima. Lo rileggerei mille volte ancora.
Ambientato in Rue de Grenelle, un'elegante strada del centro di Parigi, fa riferimento al civico 7, ma in realtà non esiste, infatti non corrisponde ad alcun portone!



LA TRAMA
Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

PERCHE' MI E' PIACIUTO
E' una storia delicata, raffinata, elegante. 
E' una storia di amicizia, tra una donna e una ragazzina che sono accumunate dalla solitudine e dalla capacità di nascondersi, in cerca di qualcuno che le possa scoprire con delicatezza. La figura delle bambina l'amerete fin dall'inizio, è brillante, spiazzante, forse l'unica sana in una famiglia tutta pazza! Anche se sta organizzando il suo suicidio e parla della morte come la cosa più banale che ci sia, per questo non ne ha paura.
La portinaia invece è una piacevole scoperta, che vive insieme al suo amatissimo gatto Leon. Ho notato che in tutti i libri che mi piacciono c'è sempre un animale, spesso un gatto, sarà un caso?
Paloma la definisce un riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma dentro è semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti. 
L'amore di cui si parla non è travolgente, è un affetto leggero che cura le ferite.
L'ho amato perché ci invita a scoprire le persone per quello che sono e non per l'apparenza. A guardarle per come meritano di essere osservate.  E mai come in questo momento storico in cui tutti noi siamo indotti a guardare l'altro con sospetto, ritengo sia utile ricordarci di non fermarci davanti alla prima impressione, ma di andare oltre, cercando di conoscere le persone per quello che sono in fondo. Osservare gli altri per ciò che meritano di essere osservati per davvero e non cercando noi stessi nei loro occhi.
E' in assoluto uno dei miei libri preferiti. 

LEGGILO ASSAPORANDO...
Con un buon vino rosè (magari del sud della Francia) e con dei macarons di Ladurée.
Oppure un buon panino al salame, perché alla fine le cose belle sono quelle più semplici!