venerdì 18 novembre 2016

I libri di Marta: L'INFINITO VIAGGIARE

Per viaggiare bisogna avere gli occhi attenti e l’anima libera. E’ un’esperienza interiore non sempre facile, perché mette alla prova ciò che siamo, le nostre convinzioni, il modo in cui interagiamo con l’esterno; sradica luoghi comuni, preconcetti e banalità.
Questa estate sono stata in Iran: preparavo questo viaggio da due anni. Ho letto libri, ho contattato ragazzi e ragazze su Instagram , sono partita con la voglia di riempirmi gli occhi di bellezza e l’anima di ciò che avrei potuto imparare dalle persone. Ho conosciuto un popolo colto e consapevole della propria storia passata e presente, ho fatto amicizia, ho visto molte persone avvicinarsi solo per chiacchierare con me e ho capito, una volta di più, che la visione di ciò che viene catalogato come “diverso” e che ci viene proposta dall’esterno, è spesso completamente errata.
E’ questo il significato del libro che vi propongo oggi: L’infinito viaggiare di Claudio Magris ed. Mondadori per la collana Oscar contemporanea – è un testo sulla filosofia del viaggio. Magris è triestino e la sensibilità di chi appartiene per nascita a zone di confine è indubbiamente da ascoltare con attenzione.
L’autore ci racconta la sua esperienza di viaggiatore pensante e lo fa innanzi tutto distinguendo due modi di viaggiare: quello classico che ha una traiettoria circolare e che ci riporta a casa arricchiti e più consapevoli nel e del nostro sé, come Ulisse al suo ritorno ad Itaca e quello moderno, la cui traiettoria è rettilinea ed inizia con una fuga dai limiti, legami e preconcetti e ci riplasma migliorandoci.
L’esperienza del viaggiare è però anche molto tangibile e quindi per Magris, si materializza attraversando frontiere che anni dopo gli avvenimenti cancelleranno ( e penso alla mia estate del 1984 nella Jugoslavia di Tito), notando un gesto o l’espressione di un viso (e ricordo la ragazzina berbera in Marocco a cui ho regalato un mio bracciale in cambio di una mano tatuata con l’henné), ascoltando una voce nel silenzio (e ripenso alla donna anziana nella yurta del deserto uzbeko che ha voluto ripetere il mio nome fino a pronunciarlo giusto), annusando l’aria (e mi è rimasto dentro il profumo del gelsomino e del pane delle notti di Damasco).


ph Marta Brisca  - Direttamente dal mio viaggio in Iran, pic nic con le signore iraniane


DA LEGGERE PERCHE’:
Per prepararci al prossimo viaggio esercitando i sensi: perché poi potremo sentire fisicamente i sassi sotto le scarpe, un tappeto attraverso i piedi nudi; capiremo l’essenza di toccare stoffe e abbracciare persone; saremo in grado di guardare come merita la bellezza di ciò che si è conservato nei secoli che ci passa attraverso; assaggeremo piatti con curiosità sincera; ci verrà magari la voglia di provare ad imparare una lingua che non conosciamo.

DA LEGGERE QUANDO, DA REGALARE A CHI:
Da leggere al ritorno da un viaggio che abbiamo tanto aspettato e voluto, per capire se davvero ci è entrato nell’anima come pensavamo o per imparare a fare meglio la prossima volta. Da regalare a chi volete ringraziare, se qualcuno vi ha mai ispirato un viaggio con i suoi racconti, con la sua curiosità, la sua vita: per me tutto ritorna alla persona  che mi ha insegnato come si fa e che ancora viaggia con me guidando i miei occhi dall’alto di una prospettiva diversa, mio nonno.

A cura di Marta Brisca
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