venerdì 4 novembre 2016

I libri di Marta : Natura morta con custodia di sax



Mi sono ritrovata ad ascoltare jazz su vinile da bambina, perché  piaceva e piace molto a mio papà; quei suoni apparentemente scoordinati avevano una loro logica e stimolavano molto la mia fantasia. La passione come tutte le passioni vere mi è rimasta e la coltivo tuttora.
Trovare un libro che parli di jazz in chiave interessante e in modo diverso dalla biografia non è facile: Geoff Dyer invece è riuscito a creare qualcosa di diverso:  “Natura morta con custodia di sax” è un esperimento di scrittura e lettura veramente affascinante e perfettamente riuscito.
Se siete degli avventurosi, potete provare a cercare la versione della casa editrice Instar Libri: la grafica e il packaging sono davvero molto curati e da collezionisti. Non è facile da trovare ma non impossibile (la foto che vedete di questa edizione l’ho scattata appositamente per voi: è del mio libro!). In alternativa, trovate invece più facilmente una ristampa successiva di Edizioni Einaudi, nella collana Stile Libero Big.

Il libro si snoda attraverso sette storie che Dyer immagina ispirate alla vita realmente vissuta di ogni artista: Lester Young alle prese col  suo amore per Billie Holiday; Telonious Monk pianista eccezionale ma senza apparente consapevolezza del proprio potenziale, Bud Powell nel percorso con la sua follia,  Ben Webster stella affermata e sola,  Art Pepper e la sua  vita disperata tra droga e carcere, Charles Mingus e la sua rabbia, fino ad arrivare all’uomo di cui io non nascondo mai, avrei voluto essere l’amante: Chet Baker, colui il cui genio era legato all’egoismo più sfrenato, la stella che brilla e l’uomo che suona esclusivamente per sé.  Nonostante questo lato oscuro, devo dire che resta in assoluto il mio preferito; ciò che mi identifica su Instagram - White Narcissus Lover -  è stato da me scelto proprio in omaggio a lui e preso in prestito dal racconto che Dyer gli ha dedicato in questo libro.
I racconti sono intervallati quanto intimamente legati tra loro dalla narrazione “Un autista baritono e il suo Duca”: storia un viaggio che Duke Ellington fa in compagnia del suo sassofonista Harry Carney.

DA LEGGERE PERCHE’:
Per ritrovarvi in luoghi creativi, se avete sempre sognato un palcoscenico, una scala da scendere col boa di struzzo, un parterre che vi adora perché avete qualcosa che vi distingue…insomma se siete degli inguaribili narcisisti che cercano di non eccedere nella sindrome da “diva”: leggere è un buon modo anche per calarsi in una vita che non possiamo sempre mostrare a tutti.

DA LEGGERE QUANDO, DA REGALARE A CHI:

Se decidete di leggere questo libro è indubbio che il jazz vi affascina: col sottofondo giusto del vostro musicista preferito, per entrare nel mood “Estasi di Santa Teresa” o “Sindrome di Stendhal”; ogni tanto lasciarci travolgere da qualcosa solo nostro è un diritto. Da regalare a chi ama le vere passioni ma non i drammoni sentimentali, a chi sa che il genio creativo ha spesso come madre una vita non facile, che tutto ha un prezzo, che il destino della bellezza è quello a volte, di svelarsi agli altri e di rendere contemporaneamente  cieco chi la crea.

Il libro è corredato da una discografia di accompagnamento, a cura di Luciano Viotto. Tra gli artisti proposti ci sono:
Duke Ellington e Harry Carney
Lester Young
Thelonious Monk
Bud Powell
Ben Webster
Chet Baker
Art Pepper
Charles Mingus
A cura di:  Marta Brisca
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