venerdì 10 febbraio 2017

I libri di Marta: La vita autentica

Ciò che succede intorno a noi è parte integrante del nostro bagaglio: il fatto di non essere nello specifico momento parte in causa quando succedono le cose, non ci esime dall’interessarci. Questo è il motivo per cui l’ho cercato nella mia libreria e l’ho ripreso in mano la settimana scorsa; anche perché se l’ho cercato e letto  tempo fa, significa che ne ho sentito la necessità.

 


La vita autentica” di Vito Mancuso – Raffaello Cortina Editore, non risolve le domande e i dubbi che spesso ci poniamo, ma ci offre molti spunti di riflessione per provare a trovare l’inizio del sentiero.

Due strade divergevano in un bosco, ed io –
Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza”

Robert Frost, The Road Not Taken







Cos’è una vita autentica? Qual è il presupposto da cui partire? Perché scegliere di leggere il parere di un teologo per provare a fare luce? Mancuso fonda tutto il suo percorso di narrazione sul concetto di libertà (che avrete ormai capito, è a me molto caro) e il concetto di libertà raccontato da un teologo ha sicuramente una forma complessa, che racchiude però le sue molteplici sfaccettature; difficilmente comprenderemo il concetto senza provare a considerarle tutte.
Essere liberi e quindi autentici significa essere proprietari di se stessi; significa secondo l’autore, vivere per il bene, per ciò che è giusto, per ciò di cui avvertiamo la necessità di crescita e progressione dentro di noi.

Il tema è difficilissimo e metterlo in pratica lo è ancora di più, perché i principi che sentiamo come nostri e che vorremmo guidassero la nostra crescita interiore, si scontrano inevitabilmente con una quotidianità che spesso non premia l’impegno, la passione, l’altruismo, la capacità di ascolto, l’esigenza di dare risposte ai temi importanti della vita. Ci sentiamo responsabili perché non riusciamo a cambiare ciò che percepiamo non appartenerci intorno e ci sembra di emulare Don Chisciotte lottando contro i mulini a vento. La frustrazione a volte nasce dalla consapevolezza di aver scelto la strada meno frequentata non per dandysmo o snobismo, ma perché è semplicemente quella scritta nel nostro DNA.

Il bello di questo saggio è che invece Mancuso fornisce una chiave di lettura che apre le porte, facendo intuire al lettore che ognuno di noi è chiamato a trasformare l’energia che non pensiamo di avere per indirizzarla verso un percorso di maturazione che ci insegnerà anche a convivere con alcuni aspetti della vita che non avremmo voluto incontrare, perché maturità vuol dire anche riconoscere che in alcuni casi la mediazione non ha come conseguenza l’essere meno autentici e meno liberi. Di contro proprio quella stessa capacità di mediazione su alcuni temi ci regala la forza di continuare a cercare il giusto, il vero, l’autentico, la libertà e di trovare prima ed utilizzare poi, tutti questi tesori.

Da leggere perché ve l’ho già detto; da leggere quando da regalare a chi questa volta diventa una dedica: a due amici tra i migliori che ho da quando sono adulta –  avere molto in comune, incontrandosi sul senso delle cose senza essere cresciuti insieme, è una cosa molto rara.


A cura di : Marta Brisca
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