venerdì 30 giugno 2017

Un libro a settimana: LA DEBUTTANTE

Buon venerdì a tutti! Torno con la nostra rubrica Un libro a settimana, anche se non è proprio così per vari motivi che chi mi segue già conosce bene! Ma oggi volevo raccontarvi di un libro appassionante che mi ha regalato mia mamma per il mio compleanno "La debuttante" di Lesley Lokko.

LA TRAMA
Chalfont Hall, Dorset, 1938. Kit non ha ancora quindici anni il giorno in cui assiste ai preparativi della festa organizzata dai suoi genitori in occasione del debutto in società della sorella Lily, la preferita di casa, che subito dopo viene data in sposa a un nobile tedesco e parte per la Germania. I genitori si rendono conto troppo tardi di avere consegnato la figlia nelle mani di un ufficiale delle SS e mandano Kitinsieme allo zio in Baviera a tentare di convincere la sorella a tornare a casa. Ma l'egocentrica e superficiale Lily è ormai profondamente legata al partito nazista e all'entourage di Hitler. Nel corso di questo viaggio Kit perderà la sua innocenza e da quel momento la sua vita cambierà radicalmente direzione, allontanandosi dall'ambiente conservatore della famiglia d'origine.

«Vedi, è tutta questione di fortuna. Se fossimo state in guerra con gli americani, sapere bene il tedesco non sarebbe servito a nessuno e a quel punto chissà... magari a quest'ora io potrei essere sposata con Joel. E tu ti saresti esercitata nelle tue riverenze. Non è questo che fanno le ragazze come te?» Kit annuì. «Sarei stata una debuttante.» «L'ultima debuttante.» Ruth sorrise. «Bè, invece eccoci qui. Non sei contenta che sia intervenuto il fato?»

PERCHE' MI E' PIACIUTO
Devo essere sincera, ho sempre un po' snobbato questa scrittrice, non per la persona che è in quanto è molto affascinante e con una storia alle spalle molto molto interessante, ma per i romanzi che scriveva. Di origine ghanese e trapiantata in Scozia, dirige a Johannesburg la prima scuola post-graduate di architettura di tutta l'Africa. Dei suoi romanzi dice: «Scrivere storie in cui erano ammessi termini come sensualità, seduzione, piacere, mi consentiva una libertà di espressione che non avrei trovato nel mio lavoro di architetto».  I suoi sono romanzi d'amore, ma attenzione non romanzi rosa come pensavo, infatti è stata una piacevole scoperta, non posso che condividere con voi!!! Che magari già conoscevate e apprezzavate!
La debuttante è un'appassionante saga familiare che segue il destino di una donna enigmatica, tormentata e anticonvenzionale dalla fine degli anni Trenta a oggi. Kit. Kit è una donna affascinante e ne rimarrete assolutamente colpiti.

LEGGILO ASSAPARANDO ...
Trovo difficile darvi un solo suggerimento, perché molti sono i luoghi che vengono visitati e quindi penso a un buon vino bianco, dei datteri, dei salatini al curry,...

giovedì 29 giugno 2017

LIFE: Le gioie di Cami

Ciao a tutti, oggi vorrei parlarvi di Camilla e delle "sue gioie"... ebbene sì! Ho conosciuto questa splendida ragazza durante un evento a Cremona dedicato all'hand made (il Vanitas' Market e devo ringraziare la mia amica Lorena per averci invitato!) e mi sono piaciute tantissimo le sue creazioni. Sono gioielli fatti a mano e in quanto tale secondo me sono davvero preziosi!
Io mi sono fatta fare un anello in rame con una stellina in argento applicata di lato e un paio di orecchini in argento con la stellina pendente in rame, vi lascio qualche foto!

Ma conosciamo meglio Camilla, grazie a questa piccola intervista:



Ciao Camilla, puoi raccontarci chi sei e cosa fai nella vita?

Mi chiamo Camilla e da sempre ho affrontato tutte le scelte importanti della mia vita grazie al mio amore per il lavoro manuale e per le persone. Sono una fisioterapista infatti e da circa quattro anni anche un’Artigiana del Metallo, una passione che si è trasformata in un secondo lavoro.

Come è nata la tua passione per creare gioielli?

Mi sono avvicinata al mondo dei gioielli perché sono stata rapita dal fascino del metallo e della sua lavorazione e dalla possibilità di “creare bellezza” con le mie mani… 

Da dove proviene il nome "Le gioie di Cami"

Tutto è cominciato per gioco con una pinza e un po’ di filo di rame, in seguito, grazie a diversi corsi di formazione e a tante ore di prove in laboratorio, ho perfezionato la mia Arte e sono nate le mie Gioie.
La mia Arte vive di fuoco, martello, incudine, pinze… la amo perché è un’arte primordiale, grezza, passione allo stato puro… le ore passate in laboratorio a martellare, forgiare, saldare trascorrono seguendo regole temporali a se stanti e io mi perdo nel lavoro delle mie mani… ogni Gioia nasce da un mio progetto, idea o disegno attraverso questa lavorazione da sogno…
Ho scelto questo nome per i miei gioielli perché volevo trasmettere e condividere la bellezza, la solarità e l’energia che io vivo quando lavoro il metallo perché la creazione dei miei gioielli è fonte di pura Gioia.
Amo creare Collezioni, ispirate all’arte e alla natura. La prima e la più amata è la Collezione Klimt, che ritrae, incisi sul metallo i più suggestivi capolavori di Gustav Klimt.

C'è una "Gioia" a cui sei particolarmente legata? 

Ogni Gioia è un mondo da scoprire e, condivisa nel mondo, porta con sé una parte del mio cuore; chi sceglie di adottare o regalare una Gioia, sceglie passione, energia e incanto da indossare!





Ringrazio Camilla per la sua disponibilità e sono contentissima di indossare le Gioie di Cami e di condividere con tutte voi la sua arte!
Per chi desiderasse farsi creare una Gioia personalizzata in base ai propri gusti e desideri, vi lascio i contatti di Camilla, è molto disponibile, quindi chiedete tutte le informazioni che vi occorrono!
Facebook: Le Gioie di Cami

mercoledì 28 giugno 2017

LIFE: non sono sparita solo che...

Ciao a tutti, non sono sparita solo che è un periodo un po' così. Chi mi segue sa che quest'anno per me è molto molto difficile sotto diversi aspetti. Cerco con il blog di distrarmi un pochino da una vita che mi sta mostrando dei lati duri, ma anche questo non risulta sempre semplicissimo. Ogni giorno, da 7 mesi a questa parte, mi ripeto che andrà un po' meglio, in realtà, personalmente, non vedo l'ora che questo terribile anno si concluda. Ma senza alcun festeggiamento, l'anno scorso l'ho fatto e il giorno dopo è stato uno dei giorni più terribili della mia vita, quindi se mi dovessi immaginare nel giorno di capodanno mi vedo sotto le coperte a vedere una serie tv o un film pazzesco sapendo che mi addormenterei prima delle 22.30! Mancano 186 giorni alla fine dell'anno, e non voglio buttarmi troppo giù anche perché la vita attorno a me continua, e lo devo soprattutto a coloro che mi sono vicini e che credono in me. Ogni giorno mi sostengono e mi supportano, ridono con me delle disavventure che mi capitano ...l'ultima ieri sera. Ve la racconto perché credo fortemente che nella vita bisogna riderci su! Praticamente siamo andati a cena in uno dei nostri ristorantini preferiti e il cameriere, che non vedevamo da molto, mi fa "maschio o femmina?" ...che cosa????? Ma vi è mai capitato? Giuro che non avevo alcun vestito attillato, ne avevo scelto uno tattico per mascherare le ciccette che avvolgono il mio corpo, e questo se ne esce con una frase del genere? No va beh... non ci siamo proprio (NCSP come direi con la mia amica Giada!) E' stato orribile! Ero così orgogliosa del mio abito, mi sentivo bene e questo mi fa una piazzata del genere? No. No. No. Comunque ci ho riso su, e cerco di riderci su anche oggi (anche se a ripensarci...). E a voi sono mai capitate gaffe di questo tipo? Se volete condividere con me ve ne sarei grata!
Ora vi saluto e vi anticipo che nei prossimi giorni (domani) pubblicherò un post relativo a delle creazioni che fa una ragazza bravissima e se riesco anche quello dell'ultimo libro che ho letto...
La vostra Ci


Una risata può essere una cosa molto potente. A volte, nella vita, è l'unica arma che ci rimane!
Roger Rabbit, in Chi ha incastrato Roger Rabbit, 1988

venerdì 16 giugno 2017

MODA: espadrillas e ...non solo!




Buongiorno a tutti e buon venerdì! Questa è stata una settimana un po' particolare e non sono riuscita a dedicarmi tanto al blog. Ma eccomi! Volevo parlarvi del libro che mi aveva regalato mia mamma al compleanno, ma non sono riuscita a terminarlo, ne riparleremo settimana prossima! Oggi vi parlo di moda e in particolare di espadrillas.... che fanno tanto estate! Ne ho trovati dei modellini carini e low cost! Ma poi ho visto anche dei sandaletti carini (quelli rossi di Oysho mi fanno impazzire)


Zara

Zara

Zara

Zara

Oysho

Oysho - adoro!!!!!

Zara

Vi auguro una buona giornata e sopratutto un buon fine settimana!
A prestissimo
la vostra Ci

venerdì 9 giugno 2017

LIFE: #cosechefannoestate ... secondo voi!

Buon venerdì a tutti! Condivido con voi le vostre #cosechefannoestate! Siete state carinissime a mandarmi le vostre risposte e devo dire che c'è un filo che unisce un po' tutte: l'allegria e il desiderio di prendersi del tempo per se e per gustare alcuni piccoli piaceri della vita!
Grazie Lory, Marta, Ale, Giada, Ste e Titti per aver partecipato! E ora... dobbiamo organizzare uno spritz tutte insieme!
Ve l'ho già detto che siete super?








Baci e buon fine settimana a tutti!
la Vostra Ci






mercoledì 7 giugno 2017

LIFE: #cosechefannoestate



Buongiorno a tutti!E' vero manca ancora qualche settimana all'estate, ma diciamocelo siamo già in pieno mood!Ed ecco alcune delle cose che per me rappresentano l'estate. La cosa più bella, come sempre, è quella di avere il tempo da trascorrere con le persone che amiamo e con le quali ridiamo. Sì perché l'estate è risate all'aperto, tra una zanzara e l'altra, con una birretta bella fresca in mano e delle patatine dall'altra. I sandali ai piedi, i vestiti leggeri o le braghette corte. Sono colazioni lente nel fine settimana, è mangiare prosciutto e melone e l'anguria... 
E per voi? Cosa sono quelle cose che fanno estate? Mandatemi le vostre risposte le condivideremo tra noi!

Un grande saluto, dalla vostra Ci

#cosechefannoestate

lunedì 5 giugno 2017

BEAUTY: i preferiti di maggio

Buon lunedì a tutti! Sì lo so è difficile dopo il ponte lungo riprendere ma ci tocca! Oggi vorrei parlarvi dei prodotti beauty che ho utilizzato nel mese di maggio, che è passato velocissimo!
Di alcuni ve ne ho già parlato nel post sensoriale alla rosa ma altri sono state delle scoperte per cui è stato amore a prima vista!

- Tonico viso idratante alla rosa di Bottega Verde
A parte la confezione a spray che non ho amato particolarmente, il prodotto è davvero buono. Delicato, tonificante e con questo profumo alla rosa davvero delizioso. Lo consiglio se state cercando un tonico delicato e che fin dall'utilizzo mattutino vi regali un po' di energia!
Prezzo 13,99€

- Crema Good-bye Cellulite Gel della Nivea
Ho avuto modo di provare questa crema già l'anno scorso e quest'anno ai primi di maggio me la sono ricomprata. Devo dire che io amo questo prodotto. Ok non è la Somatoline, ma su di me rende la pelle bella compatta, tonica ed energizzata. E' un prodotto di facile reperibilità, io l'ho presa dal Prodet qui a Saronno ma la trovate anche al supermercato e ha un prezzo molto buono: meno di 10€
A mio parere è una valida alternativa a creme molto più costose. E' in gel quindi si assorbe in tempi record

- Crema Adorn Ricci senza Capricci
Sto provando questa crema da circa 2 settimane e devo dire che questo è un altro prodotto amore a prima vista! In queste settimane di caldo, non asciugo più i capelli con il phone (a meno che non debba prendere il treno prestissimo e in questo caso è necessario perché con l'aria condizionata dei treni potrei prendermi un accidenti!) e quindi cercavo qualcosa che potesse dare un po' piega ai miei capelli che non sono né lisci né ricci. Ho provato questa cremina ed è eccezionale. Tra i tanti prodotti che ho provato è l'unico che effettivamente definisce bene i miei capelli (o per lo meno, a me piace come li definisce).Non li appesantisce come una spuma e ha un profumo delizioso. Altri punti a suo favore il packaging stupendo (un po' anni 60) e il costo, davvero molto molto contenuto. Super consigliato se anche voi ora lasciate asciugare i capelli all'aria e li avete né ricci né lisci.
Prezzo : 2,50€

- BYD Blend It Yourself Pigment Drops
Sempre per il caldo che è esploso ho smesso di truccarmi praticamente,  devo essere sincera appena le temperature salgono io non sopporto più nulla: né fondotinta, né ciprie, né BB o CC cream, nulla. Trovo tutto pesante e ho la sensazione che la mia pelle venga bloccata, che non respiri più. Allora in uno dei miei giretti in profumeria qui a Saronno (devo dire che sono eccezionali alcune commesse perché hanno proprio il piacere di mostrarti i prodotti senza costringerti a comprare) ho scoperto questo prodotto. Ci ho meditato un po' su e poi ho deciso di comprarlo. Di cosa si tratta? Si tratta di pigmenti di fondotinta in gocce da miscelare con la tua crema idratante. A seconda di quante gocce metti, puoi avere un effetto naturale (1 goccia, come sto facendo io in questo periodo) o di copertura perfetta ( 2-3 gocce). Se desideri un effetto opacizzante utilizza una crema idratante matificante (io utilizzo quella della Clarins - post), se desideri un effetto radioso, allora puoi utilizzare una crema da giorno dalle proprietà illuminanti (tipo quella della Kiko Hydra Pro Glow - post). E' davvero il prodotto perfetto (per me) per questa stagione. Costicchia, ma siccome servono poche gocce durerà parecchio!
Costo 34,50€

- Profumo Rose Blumarine
Di questo profumo ve ne ho già parlato nel post sensoriale alla rosa. Cercavo un profumo alla rosa avvolgente (non troppo) ma che per me fosse proprio una coccola...e ho trovato lui!
La piramide olfattiva è :
Note di Testa: Bergamotto, Fresia ed Estratti di Semi di Sesamo che aprono le porte della percezione. Note di Cuore: Petali di Rosa, Giglio Bianco e Tuberosa Trasparente: una dolce scossa per i sensi.
Note di Fondo: Muscio e Cuore di Patchouli su una delicata mousse di Vaniglia.
Prezzo: sui 50€ i 50 ml

Spero che in post di questo tipo possiate trovare degli utili spunti e consigli, o comunque 5 minuti di totale relax e leggerezza dal solito tram tram della vita quotidiana!
Una buona settimana a tutti!
La vostra Ci


sabato 3 giugno 2017

Un libro a settimana: UN ALBERO AL CONTRARIO - INTERVISTA A ELISA LUVARA'

Ciao a tutti! Oggi ritorno con la rubrica sui libri e in particolare desidero presentarvi una scrittrice che ho avuto il piacere di conoscere e di cui sono stata molto felice quando ho potuto rivolgerle qualche domanda. Sto parlando di Elisa Luvarà e del suo libro "Un albero al contrario", ed. Rizzoli.
Elisa l'ho conosciuta un sabato mattina alla Mondadori di Saronno, dove presentava il suo libro. Penso si sia instaurata subito una magia tra di noi, è una persona deliziosa che mi ha subito contagiato con la sua dolcezza e allegria. E' anche grazie a lei che è partita anche la campagna di crowfunding di Gabriele perché è stata lei a incoraggiarlo non appena ha saputo che la casa editrice BookaBook aveva accettato il libro di Gabriele. Anche lei infatti a iniziato così, attraverso BookaBook, e quindi tutti i suoi consigli sono stati preziosi.

Ma veniamo a noi, "Un albero al contrario": come è possibile che possa esistere e sopravvivere, senza avere un terreno nel quale affondare le proprie radici? Ginevra, protagonista del libro, si vede così, le sue radici sono rivolte verso l'altro, trae nutrimento dal presente e compagnia da quegli uccellini di passaggio, che la rendono sempre più forte.Questo è un romanzo toccante e vitale, che insegna a sperare e a non lasciarsi abbattere. Perché anche senza radici si può trovare la forza per crescere. Ma scopriamo di più grazie a questa piccola intervista...

Un albero al contrario, puoi spiegarci meglio l’origine del titolo del tuo libro? 
Come l’albero attinge nutrimento dalle radici, tutte le persone sono collegate alle proprie origini. Le radici di Ginevra invece sono in alto, si nutrono del presente, delle bricioline che gli uccellini di passaggio vi depositano sopra, e il suo albero cresce e si fa sempre più robusto grazie agli affetti che stringe nel tempo e che la preservano dalla solitudine. Il mio percorso è stato scandito da incontri importanti, persone nuove arrivate nella mia vita per aiutarmi a ricomporre, frammento per frammento, la fiducia in me stessa e verso gli altri.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro e chi ti ha incoraggiato?
E' stato grazie a Cate, mia mamma affidataria. Probabilmente lei aveva intuito che nonostante avessi ormai più di vent’anni, non avevo ancora fatto i conti con il la mio passato e pensava che fosse giunto il momento per me di diventare più consapevole. Siccome scrivere è stata da sempre la mia passione, ho provato a seguire il suo consiglio. E’ venuto tutto naturale, come se per decenni la mia storia avesse spinto per venire fuori, e adesso avesse trovato una via d’uscita. Per la prima volta mi sono concessa il tempo per pensare, per ricordare di quando avevo quattro anni e sono stata allontanata da casa, per interrogarmi sulle tracce che il breve periodo in istituito, gli incontri alla Spazio Neutro con i miei genitori sofferenti, il fallimento di una prima esperienza di affido e poi la comunità avevano lasciato dentro di me. Ricordo la mia meraviglia nel costatare che avevo così tanto da dire su qualcosa a cui per tutta la vita avevo pensato in modo vago ed intermittente, ed in qualche modo è stato come se, riscoprendo le vicende della mia infanzia, mi accorgessi per la prima volta che mi riguardavano, che ero stata io a vivere tutte quelle cose.

C’è Elisa ... soprattutto in quale personaggio? 
C'è Elisa un po' dappertutto, e allo stesso tempo c'è anche il contrario di Elisa. Agape, ad esempio, non mi somiglia molto: è mite, di indole pacifica - oltre che bellissimo! - aspetta con pazienza di tornare a vivere con suo padre, desidera intensamente un ricongiungimento con la sua famiglia d'origine e sembra subire il fascino di quel richiamo del sangue che per Ginevra rimane un mistero.
Le tappe della protagonista del romanzo sono sovrapponibili alle mie. L'arrivo di Ginevra in comunità con due sacchi neri al posto delle valigie è stato il modo in cui ho varcato la soglia di quel nido-fortezza pieno di bambini e sorvegliato dall'adorabile Signora Tilde. Come è capitato a me, anche Ginevra tra le mura della comunità prova a dare libero sfogo alla sua infanzia repressa, a costruire delle amicizie con la paura di vederle sparire - la comunità è un luogo in cui si respira un'aria come di provvisorietà, di cambiamento imminente - e deve continuamente fare i conti con un passato da cui tenta di dissociarsi. Ma la propria storia non è un bagaglio che si può scaricare da qualche parte e poi ripartire completamente alleggeriti. Io ci ho provato, ma poi lei mi è venuta incontro sfruttando il ponte che le ho costruito io stessa, quello della scrittura.

Quale messaggio desideri trasmettere?
E' un romanzo che parla di come si può reagire alla solitudine; di nuovi incontri che salvano dal vuoto, anche da quello reso più vertiginoso dall'assenza di affetti originari, e della sfida che rappresenta riempire questo grande spazio con cose nuove e autentiche. Un Albero al Contrario racconta del riscatto di una figlia che vive una sua esistenza staccata dai suoi genitori, i quali per lei non possono essere né un riferimento affettivo né una guida, e che riesce a trasformare il dolore di questo irreparabile distacco in un'energia vitale che la fortifica, le fa vivere con intensità i nuovi legami, e la rende libera di amare irrefrenabilmente.

Qual è la tua idea di famiglia?
Il mio percorso mi ha portato ad avere una visione di famiglia non canonica, ma neppure così lontana dall'idea più tradizionale. La famiglia per me è composta da persone non necessariamente simili tra loro, che si occupano l'uno dell'altro con continuità nel tempo e la promessa implicita di esserci, di continuare esistere per l'altro anche quando questo si allontana o si assenta per un po'. Da sotto le risate e le chiacchiere di Gin con i suoi compagni, sbalza sempre un po' di malinconia intorno a un'idea di famiglia che la comunità non riesce ad imitare, neanche quando i bambini si riuniscono tutti insieme attorno alla tavola per la cena. Forse Un albero al contrario vuole veicolare l'attenzione del lettore anche su questo, sull'importanza di avere dei riferimenti che ricordino che non si è soli nell'affrontare la vita, che siano da esempio e che crescendo si possano provare, magari, a superare.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Continuerai a scrivere?
Spero assolutamente sì, per quanto riguarda la scrittura. Sono di carattere un po' impaziente e ho già cominciato a scrivere il seguito di Un albero al contrario, ma ancora non ho capito se si tratta della seconda parte della storia o di un semplice esercizio per non perdere la mano :) Giusto per restare in tema con la domanda precedente, la famiglia è tra i miei obiettivi più importanti. Il percorso dell'affidamento familiare stimola molto sia me che mio marito: oltre al desiderio di un figlio che arrivi per vie "naturali", sogniamo anche di un'altro che passi per la porta di casa.

Spero di avervi incuriositi e vi invito con molto piacere a leggere il libro di Elisa.

Come l'ho "assaporato"? L'ho letto seduta su una panchina al Parco dei Frati qui a Saronno, circondata da bimbi che giocavano. Anziché rinnovare il mio abbonamento in palestra, quest'anno ho deciso di dedicare un'oretta (a volte una e mezzo) al parco a leggere. Mi rilassa, mi riconcilia con me stessa. E ho iniziato proprio con il libro di Elisa.


Vi auguro una buona giornata!
La vostra Ci

fonti foto: web