venerdì 16 marzo 2018

Un libro a settimana: LA DONNA E' UN'ISOLA

Qualche settimana fa, parlando di libri, Giulia mi consigliò di leggere questo libro, e devo riconoscere che è stato un ottimo consiglio perché "La donna è un'isola" di Auður Ava Ólafsdóttir è un libro bellissimo.
Prendete una pianista incinta di due gemelle, un bambino un po' geniale e una poliglotta che fa cose strane. Mescolateli con un marito desideroso di paternità, un veterinario che gira con un falcone in gabbia e un uomo misterioso che conosce il linguaggio dei segni. Farcite con tre pesci rossi, una vincita alla lotteria(anzi due!) e un viaggio lungo le coste di un'isola di sabbia nera. Cuocete a fuoco vivo. Il risultato è un nutrimento delizioso e genuino: una storia delicata - insieme allegra, dolorosa e ironica - che ti entra nel cuore e nella testa e non se ne va piú via.
La particolarità:  47 ricette di cucina per mariti, bambini e amanti e una scheda per fare le calze di lana ai ferri.

TRAMA
Lei ha trentatre anni, traduce testi per riviste specialistiche dall'islandese in undici lingue straniere, e consegna a domicilio i suoi lavori. Porta i capelli cortissimi, ama correre, e per entrare in casa degli amici non passa mai dalla porta principale ma scavalca i recinti e attraversa i giardini. È sposata da quattro anni e non ha, e non desidera avere, figli. Per contro, ha un'amica, Auður, una musicista squinternata che vive in un regime di totale anarchia: ha avuto un figlio, Tumi, che è sordo e ha gravi problemi di vista, e ora aspetta una coppia di gemelle da un altro uomo che non frequenta piú.
Inizia la storia. Nella stessa serata la protagonista investe un'oca, la raccoglie per poi cucinarla; visita il suo amante promettendosi che è l'ultima volta; consulta una sorta di chiaroveggente che le predice alcuni eventi che poi si verificheranno, fra cui una fortunata vincita alla lotteria dei sordomuti; torna a casa e il marito le dichiara di punto in bianco che vuole separarsi e che ama un'altra che aspetta già un figlio da lui. Per la protagonista è evidentemente tempo di cambiamenti.
Decide cosí di prendersi una vacanza, anche se è novembre e piove ininterrottamente, e di fare un viaggio insieme a Tumi, che le è stato affidato da Auður prima per pochi giorni, poi per un tempo non ben determinato. I due iniziano un periplo di un'isola che assomiglia all'Islanda, in compagnia di alcuni peluche, una cassa di libri, tre pesci rossi e un gatto. Durante questo viaggio la donna e il bambino vivranno magiche avventure e incontreranno strani personaggi, ma soprattutto impareranno un modo tutto loro per comunicare, capirsi e volersi bene. Un possibile senso di maternità.
Chiude il libro una bizzarra appendice, quarantasette ricette di cucina raccontate in maniera romanzata: si va dalle polpette di pesce al pane con salmone affumicato, dal riso al latte al dolce di Natale, dalla bistecca di balena all'oca farcita, ma c'è anche la ricetta del caffè imbevibile, o quella di un dolce solo sognato. A chiudere, la spiegazione di come si fanno le calze di lana ai ferri.

PERCHE' MI E' PIACIUTO
Una storia molto particolare che affronta il tema della maternità sotto diversi aspetti, tranne quello del rapporto tra madre biologica e figlio. Abbiamo una giovane donna che si è appena separata dal marito: lei non ha voluto figli e il marito l'abbandona per la sua amante incinta. Inizia un viaggio con il figlio sordo della sua amica, ricoverata in ospedale per un incidente e che partorirà due gemelle avute da un padre diverso dal primo figlio. La protagonista conosce molte lingue ma non il linguaggio dei segni per cui il viaggio è anche nella comunicazione con il bambino sordo e con il concetto stesso di “bambino”: con le sue esigenze, i suoi bisogni e l'amore che richiede un bambino di 4 anni.
Durante questo viaggio in un'Islanda affascinante e sicuramente non facile per le difficoltà ambientali (siamo nell'inverno buio e freddo) incontrerà uomini particolari e storie affascinati.
Molto bello. Ve lo consiglio!

LEGGETELO ASSAPORANDO ...
Una cioccolata calda